
Banzi
Immerso nell’atmosfera mistica e silenziosa dell’alta Valle del Bradano, Banzi sorge su un’altura che domina placidamente il corso del torrente Fiumarella. Questo borgo dalle origini antichissime custodisce una storia straordinaria, capace di intrecciare le epoche preromane ai momenti di più profonda spiritualità medievale.
Banzi è celebre a livello internazionale per aver restituito un reperto archeologico dal valore inestimabile: la Tabula Bantina Osca. Si tratta della più lunga iscrizione mai rinvenuta in lingua osca, incisa su bronzo con caratteri latini (oggi custodita al Museo Archeologico Nazionale di Napoli). Ma le tracce del suo glorioso passato non finiscono qui: nell’area sorgeva un tempio romano unico nel suo genere (templum auguraculum in terris) e una pregevole domus termale romana che ha restituito antiche monete, ambre e gioielli.
A dominare la storia religiosa del paese è invece l’antico proto-cenobio benedettino di Santa Maria, risalente all’Alto Medioevo. Consacrata persino da Papa Urbano II nel 1089, l’abbazia ha ospitato storici incontri politici normanni e guidato la spiritualità della valle per secoli.
Visitare Banzi significa immergersi in una dimensione spirituale profonda, percorrendo le stesse terre e le stesse pietre calcate prima da antichi sacerdoti oschi e poi da potenti monaci benedettini.

















