
Campomaggiore
Le suggestive rovine di Campomaggiore Vecchio, noto anche come la “Città dell’Utopia”, rappresentano uno dei siti storici più struggenti, romantici e affascinanti di tutta la Basilicata. Distrutto irreparabilmente da una lenta e inesorabile frana nel 1885, di questo antico borgo collinare della provincia di Potenza oggi restano visibili solo imponenti ruderi avvolti nel silenzio, che accolgono il visitatore in un’atmosfera sospesa, magica e malinconica, quasi come in una favola.
L’appellativo “Città dell’Utopia” non è affatto casuale: sul finire del Settecento, grazie al visionario conte Teodoro Rendina e all’architetto Giovanni Patturelli, il paese fu concepito e fondato secondo un progetto sociale e urbanistico d’avanguardia per l’epoca. Fu pensato infatti per garantire benessere agricolo, uguaglianza e abitazioni dignitose a tutti i coloni. Un sogno illuminista di fioritura collettiva che venne bruscamente interrotto dalla forza devastante della natura.
Oggi, camminare tra i resti dell’antico palazzo baronale, della vasta piazza centrale e della chiesa significa compiere un emozionante viaggio nel tempo. Durante le sere d’estate, inoltre, queste affascinanti rovine diventano lo scenografico palcoscenico per suggestivi spettacoli teatrali all’aperto, mantenendo viva l’anima di un borgo che, nonostante il suo tragico destino, non ha mai smesso di incantare.



























