
Castronuovo di Sant’Andrea
Abbarbicato con impressionante tenacia sullo scosceso e ombroso schienale del Fosso Manca, esattamente nel “triangolo verde” e lussureggiante della bassa valle del fiume Sinni, Castronuovo di Sant’Andrea è un borgo dal fascino arcaico e verticale, che sembra nascere e prendere forma in modo del tutto naturale ed indissolubile dalla roccia calcarea viva che coraggiosamente lo sostiene.
Il cuore medievale di Castronuovo si dispiega attraverso un labirinto intimo, silente e profondamente affascinante di antichi rioni, scalinate impervie, suggestivi supporti ad arco e modeste case contadine appoggiate ostinatamente e architettonicamente le une alle altre. Queste pietre silenziose narrano a chi sa ascoltare secoli di vita rurale lentissima, fatica millenaria in un territorio aspro e, al tempo stesso, un’incrollabile e profonda devozione spirituale. Proprio tra queste strette e suggestive mura, infatti, ha avuto storicamente i natali Sant’Andrea Avellino, carismatica figura chiave del paese: la sua modesta casa natale è stata devotamente trasformata oggi in una suggestiva cappella che attira discreti ma costanti flussi di pellegrini provenienti da tutta l’Italia meridionale.
Ma il borgo non si limita unicamente a preservare in modo geloso e rigoroso le proprie radici storiche, contadine e religiose. Castronuovo rappresenta infatti – con immensa sorpresa per il visitatore – un inaspettato e vivacissimo tempio culturale d’avanguardia, ospitando l’innovativo MIG (Museo Internazionale della Grafica). Questa straordinaria e pregevole istituzione racchiude, nel cuore ruvido di un piccolo borgo appenninico, eccellenti, rare e preziose esposizioni di arte e grafica di livello globale, realizzando un meraviglioso “miracolo lucano”: una magica ed emozionante fusione tra pietra rurale ruvida, sincera spiritualità arcaica e respiro artistico fortemente internazionale, il tutto abbracciato strettamente dal silenzio incontaminato dell’Appennino.

































