
Ginestra
Immerso in profondità nel verde intenso, vulcanico e fertilissimo del massiccio del Vulture, Ginestra è un luogo unico, dal fascino storicamente inaspettato e delicato. Questo delizioso, pacifico e curatissimo borgo di collina rappresenta infatti orgogliosamente una delle pochissime minoranze etnico-linguistiche italo-albanesi (storicamente definite “arbëreshë”) presenti oggi in Basilicata, insieme ai vicini e “gemelli” Barile e Maschito e ad alcune remote comunità del Parco del Pollino.
Il paese accoglie a braccia aperte i visitatori in un’atmosfera incredibilmente intima, silenziosa e quasi familiare. Camminare lungo le sue ripide e impeccabili viuzze acciottolate e incorniciate da fiori significa immergersi in una serenità rurale assoluta, respirando a pieni polmoni un’aria salubre, montana e frizzante, e avvertendo il peso felice e tangibile di una storia secolare ed epica. Qui la tradizione albanese, portata a fatica da chi sfuggiva coraggiosamente all’avanzata e all’invasione ottomana nei Balcani ormai secoli fa, è ancora vividamente, fieramente e quotidianamente radicata nei cuori generosi degli abitanti.
Questo preziosissimo e inestimabile patrimonio culturale immateriale non si manifesta in modo freddo e passivo unicamente nelle vecchie architetture locali, ma prende vita rumorosa e vivace soprattutto nella lingua arbëreshë ancora parlata abitualmente per le strade, negli sgargianti, complessi e ricchissimi costumi tradizionali sfoggiati con vanto e onore durante le feste e le cerimonie, nei mistici canti religiosi bizantini intonati nelle piazze e, infine, nei sapori robusti e inconfondibili della loro antica cucina tipica. Visitare Ginestra significa avere l’immensa fortuna di esplorare una bellissima “anomalia” culturale protetta dal tempo, un piccolo, fiero e vibrante lembo d’Oriente incastonato miracolosamente e armoniosamente nel cuore pulsante dell’Appennino lucano.




























