Situato tra le valli dei fiumi Bradano e Basento, a poca distanza dal torrente Bilioso e a un’altitudine che varia dai 150 m s.l.m., Grassano si erge nella parte settentrionale della provincia. La sua storia, intricata e ricca, si snoda attraverso le epoche, rivelando uno sviluppo graduale nel corso dei secoli.

Origini Antiche e Crescita Medievale

La fondazione precisa del paese rimane avvolta nel mistero, ma la sua presenza è menzionata fin dal 1123 nella Diocesi di Tricarico. Durante l’era angioina, nel 1320, il paese emerge come un piccolo centro abitato con 12 fuochi tassati, indicando una popolazione tra i 47 e i 70 abitanti.

Nel XV secolo, il paese viene citato come “casale della città di Tricarico” in una “platea” dell’epoca, situato nell’omonima contrada del territorio tricaricese.

La Dominazione dei Cavalieri di Malta

I Cavalieri di Malta hanno giocato un ruolo cruciale nella storia del paese. Il “commendatore” dell’ordine, anche “barone di Grassano,” deteneva la Terra di Grassano, con giurisdizione civile e spirituale. Possedevano il “Castello Commendale” posto sulla cima dell’abitato, gestendo il paese e il suo territorio.

Declino e Rinascita

La storia attraversa un periodo di declino con la soppressione della Commenda gerosolimitana nel 1810, quando leggi che miravano a sopprimere corporazioni “non di interesse sociale” ebbero un impatto significativo. Tuttavia, il paese si riprese nei secoli successivi, dimostrando la sua resilienza e la forza della comunità locale.

Grassano, oggi, rappresenta un connubio affascinante di storia e tradizione, offrendo ai visitatori la possibilità di immergersi in un passato ricco e di scoprire la vitalità di una comunità che ha superato molte sfide nel corso dei secoli.

Carlo Levi ha trascorso proprio a Grassano parte del suo esilio lucano, descrivendo così il paese materano ne “Cristo si è fermato a Eboli”.