
Montemurro
Fieramente isolato, estremamente poetico e letteralmente e completamente immerso in una natura incontaminata e lussureggiante, Montemurro è un antico, intimo e suggestivo borgo di montagna incastonato come un solitario diamante di pietra nel cuore verdissimo del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese. Affacciato in una posizione quasi a strapiombo sulle increspate e luccicanti acque del grande invaso artificiale del lago del Pertusillo e dominato maestosamente da alte, imponenti e fredde cime montuose spesso silenziose, Montemurro è universalmente riconosciuto come uno dei paesi più silenziosi, affascinanti e profondamente romantici di tutta l’alta Val d’Agri.
La vastissima e ricchissima cornice ambientale di Montemurro è a dir poco grandiosa, selvaggia e spettacolare: il compatto paese è infatti letteralmente circondato, protetto e affettuosamente abbracciato da una fittissima e spessa corona circolare di boschi di querce freschi e ombrosi, che degradano poi dolcemente, scendendo a valle, verso le pianure ricche di sconfinati frutteti, profumatissimi uliveti e secolari, eroici storici vigneti terrazzati. Questa perfetta, rispettosa e millenaria e armoniosa convivenza tra l’alta quota inospitale e le fertili terre vallive ha garantito stabilmente e per interi secoli alla sua orgogliosa gente una vita semplice e felice, legata e intrecciata a doppio filo ai ritmi sani, genuini, pacati e inalterabili della grande terra contadina e dei boschi.
Montemurro è però grandemente e celebremente noto a livello nazionale soprattutto per un altro validissimo motivo: è un paese dall’anima profondamente letteraria, ingegnosa e artistica. Ha dato infatti gloriosamente e orgogliosamente i natali a due delle menti in assoluto più brillanti, creative e visionarie di tutto il florido Novecento italiano: il geniale e celeberrimo “poeta-ingegnere” contemporaneo Leonardo Sinisgalli e l’importante ed eroico pittore e patriota risorgimentale romantico Giacinto Albini. I profondi, eterni e magici silenzi dei suoi fitti e inesplorati boschi e l’abbagliante e intatto candore dei suoi antichi e stretti vicoli acciottolati continuano, in modo instancabile e ancora oggi, a ispirare prepotentemente e fatalmente chiunque cerchi disperatamente un intimo rifugio di quiete e di altissima poesia, lontano decenni e anni luce dal caotico, chiassoso e superficiale turismo di massa. Un minuscolo e preziosissimo angolo montano e segreto di Basilicata dove, sorprendentemente, la grande arte scritta e su tela e l’immenso incanto selvaggio della natura alpina si fondono in un modo unico e assolutamente indissolubile.


















