Montescaglioso, anticamente conosciuta come Mons Caveosus, si distingue come la “Città dei Monasteri” per la sua ricca tradizione monastica. La presenza di quattro complessi monastici, con l’abbazia di San Michele Arcangelo in primo piano, ha plasmato il carattere e il paesaggio culturale del luogo.

Il nucleo centrale di Montescaglioso è un vero gioiello, caratterizzato da magnifici chiostri rinascimentali e una maestosa chiesa. Uno dei punti di maggiore interesse è la Biblioteca dell’Abate, che custodisce affreschi di notevole pregio, offrendo un viaggio nel tempo attraverso la storia locale.

Dal punto di vista culturale, Montescaglioso è celebre per il suo Carnevale, uno degli eventi più significativi della regione. Le prime tracce ufficiali di questa festa risalgono al lontano 7 febbraio 1638, e da allora è diventato un appuntamento atteso e apprezzato dalla comunità locale. Un altro momento di rilievo è la devozione a San Rocco di Montpellier, patrono della città dal 1684.

Le origini di Montescaglioso affondano nel VII secolo a.C., come dimostrano i reperti archeologici trovati sulle colline circostanti, testimonianza di antichi insediamenti e della vivace storia del luogo. Luoghi come Cozzo Presepe, Difesa S. Biagio e Contrada Pagliarone sono portatori di una storia millenaria.

Particolarmente suggestiva è la notte dei Cucibocca, celebrata il 5 gennaio. Durante questa festa, personaggi vestiti con mantelli lunghi, barbe e cappelli, accompagnati da catene, sfilano per le strade, cercando di spaventare i bambini che, secondo la tradizione, non si sono comportati bene. Un momento unico che unisce tradizione, folklore e divertimento.

Montescaglioso si presenta, dunque, come un crocevia di storia, cultura e tradizioni, dove il passato si intreccia con il presente, dando vita a un patrimonio unico da scoprire e preservare.

I Cucibocca

A Montescaglioso (Matera) il Cucibocca, essere misterioso che nasconde il viso e la bocca tra capelli e barba bianchissimi, si aggira nella notte in cerca di silenzio.

Non è ancora chiaro la provenienza di questa misterioso personaggio. Molti studiosi però lo confrontano con Arpocrate raffigurato proprio nella stupenda abbazia di San Michele a Montescaglioso.

Nella mitologia egizia, Arpocrate (dio “Hor pa khred”, ossia Horo) è il figlio di Iside ed Osiride che fu punto da uno scorpione e che guarì grazie alla magia della madre, divenendo così il simbolo delle guarigioni.

Iside era considerata la detentrice delle conoscenze segrete e dei poteri magici
Veniva definita “Potente di voce” ovvero la sua “potenza” proveniva dalla capacità di pronunciare determinati nomi, parole o formule magiche (Hekau) in modo corretto e col giusto tono di voce e quindi disporre di grandi poteri fra cui quelli di comandare gli spiriti e riportare in vita i defunti.

Arpocrate, divenuto poi simbolo dei segreti iniziatici (Dio del Silenzio), viene raffigurato nell’abbazia di San Michele a Montescaglioso come un vecchio incappucciato, con un indice rivolto verso le labbra e l’altro puntato verso la parola: “Silentium” – Silenzio.

Intorno a lui leggiamo:
<Silentium sit vobis charum ut vivet non sit amarum>
Il silenzio vi sia caro affinché il vivere non sia amaro