
San Costantino Albanese
Situato in una felice e verdissima conca montana nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, proprio lungo il suggestivo corso della Val Sarmento, sorge il colorato e vivacissimo abitato di San Costantino Albanese. Oltre alla bellezza incontaminata dei boschi secolari che lo abbracciano maestosamente, questo borgo è un unicum preziosissimo: è una delle più integre, orgogliose e pulsanti enclave culturali e linguistiche Arbëreshë di tutto il Mezzogiorno d’Italia.
Il paese fu faticosamente fondato nel XVI secolo da un’intrepida comunità di profughi provenienti dall’Albania e dalla Morea greca, in fuga dalle conquiste ottomane. Ancora oggi, lungo i ripidi vicoli lastricati e le case in pietra del paese, i discendenti di quegli esuli parlano orgogliosamente l’antico idioma albanese e praticano fedelmente gli sfarzosi riti bizantini e greco-ortodossi (imperdibile è la sbalorditiva Chiesa di San Costantino). Durante le feste religiose indossano i ricchissimi e coloratissimi abiti tradizionali decorati con fili d’oro e nastri di seta squillante.
Un’immersione in questo paese equivale a un viaggio meraviglioso e inaspettato nei Balcani senza mai lasciare la Basilicata. San Costantino Albanese regala sorrisi ruvidi, la bontà rustica e prelibata di un’antica cucina contaminata (dai superbi peperoni cruschi speziati alle focacce arcaiche), e la visione inebriante di una natura selvaggia. È l’incantata celebrazione secolare di radici esotiche sopravvissute strenuamente tra le cime dell’Appennino meridionale.
























